La prima ondata di crimini di un cucciolo
Il problema dei cuccioli di drago — a parte il fuoco, gli artigli e la tendenza a mordere prima e a non fare mai domande — è che non hanno alcun senso delle conseguenze. Era esattamente il caso di Scorch, una minaccia appena uscita dall’uovo con una faccia troppo dannatamente carina per il suo stesso bene.
Scorch era piccolo, verde e assurdamente cicciotto per essere un drago. Aveva grandi occhi rotondi che facevano dire «Awww!» agli abitanti, un attimo prima che incendiasse il bucato. Le ali erano ancora inutili, cosa che lo faceva incazzare da morire, e compensava ficcando il naso negli affari di tutti. Avevi del cibo? Ora era suo. Avevi oggetti di valore? Anche quelli. Avevi dignità? Potevi salutarla.
Sfortunatamente per Bramblewick, Scorch aveva deciso che quel giorno avrebbe fatto suo l’intero villaggio. E questo significava saccheggiare. Saccheggiare parecchio.
Una rapina a drago singolo
Tutto iniziò nella panetteria del vecchio Higgins. Il vecchio bastardo non ebbe scampo. Un secondo prima stava esponendo una teglia di panini dolci al miele appena sfornati, quello dopo una saetta verde attraversò la finestra aperta, afferrò l’intera infornata e si infilò sotto un carro.
«Ma che…» sputacchiò Higgins, fissando il banco vuoto. Poi vide il colpevole.
Scorch, con il muso appiccicoso e compiaciuto, si leccò il miele dagli artigli e ruttò dritto in direzione di Higgins.
«Brutto piccolo…»
Scorch filò via lungo la strada, con la coda che ondeggiava, lasciandosi dietro una scia di briciole e zero rimorso.
Genio del crimine… più o meno
A mezzogiorno aveva:
- Rubato una torta dal davanzale della vedova Gertrude, che gli aveva lanciato una scopa mancandolo.
- Sottratto un paio di mutande da uno stendibiancheria: perché? Nessuno lo sa.
- Spaventato l’apprendista fabbro comparendogli alle spalle e soffiando abbastanza fumo da fargli bagnare i pantaloni.
- Morso lo stivale di un cavaliere perché luccicava.
Gli abitanti cominciavano ad accorgersene. Si formò una squadra. Si diffusero mormorii furiosi.
«Quel bastardello mi ha appena rubato il pranzo».
«Sta terrorizzando le mie galline!»
«Ha rubato la pentola migliore di mia moglie! Ed è incazzata!»
Scorch, per niente turbato, era seduto al centro della fontana, con i piedi sollevati, intento a rosicchiare uno stinco rubato.
Poi, proprio mentre cominciava a mettersi davvero comodo, un’ombra lo sovrastò.
Arrivano i guai
«Bene, bene, bene. Guarda chi c’è: la nuova rottura di palle del paese».
Scorch si fermò a metà boccone e alzò lo sguardo.
Era Fiona, la risolutrice ufficiale dei problemi del villaggio. Alta, segnata da cicatrici, sfoderava un atteggiamento tagliente quanto la spada al fianco. Sembrava anche del tutto poco impressionata.
«Hai finito, Piccolo Terrore? O adesso progetti di derubare il sindaco?»
Scorch batté i grandi occhi innocenti.
Fiona incrociò le braccia. «Non ci provare nemmeno. Ne ho viste troppe per cascare nella recita del carino».
Scorch, decidendo che quella donna non gli piaceva, le fece la linguaccia e si lanciò immediatamente verso la sua faccia.
Purtroppo le ali minuscole e inutili non fecero nulla, così, invece di un attacco epico, finì a muso in giù sullo stivale.
Silenzio.
Fiona sospirò. «Dei, salvatemi. Sarà una lunga giornata».
Come addestrare il tuo disastro
Fiona aveva già affrontato problemi di ogni genere — banditi, mercenari, un mago molto ubriaco — ma non le era mai toccato disciplinare un drago tascabile con un complesso di superiorità.
Si chinò e sollevò Scorch per la collottola come una mamma gatta arrabbiata. Lui si dimenò. Soffiò. Le colpì la faccia con una zampetta paffuta. Nulla funzionò.
«Bene, piccolo bastardo», borbottò. «Tu vieni con me».
Gli abitanti esultarono.
«Era ora che qualcuno si occupasse di quel piccolo pericolo pubblico!»
«Mettetelo alla gogna!»
«No! Mandatelo in miniera!»
Fiona li fulminò tutti con lo sguardo. «È un cucciolo».
«Un cucciolo criminale», ribatté la vedova Gertrude. «Mi ha rubato la torta».
Scorch, ancora penzolante dalla presa di Fiona, si leccò rumorosamente le labbra.
«Vedete? Nessun rimorso!» strillò Gertrude.
Fiona sospirò e girò sui tacchi. «Sì, sì. Me ne occupo io». E prima che la folla riuscisse a organizzarsi meglio, marciò via con il drago al seguito.
L’arte della disciplina, o della sua assenza
L’idea di Fiona di «occuparsi» di Scorch risultò essere piazzarlo sul tavolo della cucina e puntargli un dito contro.
«Devi smettere di rubare», disse con fermezza.
Scorch sbadigliò.
«Dico sul serio. Stai facendo incazzare tutti».
Scorch si lasciò cadere sulla schiena e lanciò teatralmente le zampe in aria.
«Oh, non cominciare. Non stai morendo. Sei soltanto viziato».
Scorch emise un rantolo d’agonia molto poco convincente.
Fiona si pizzicò la radice del naso. «Sai che c’è? Va bene. Vuoi fare il piccolo flagello? Rendiamolo ufficiale. Adesso lavori per me».
Scorch smise di fingere di morire. Batté le palpebre. Inclinò la testa.
«Sì», continuò Fiona. «Ti nomino mio apprendista».
Scorch la fissò. Poi fece l’unica cosa logica: le rubò il pugnale direttamente dal fodero.
«Piccola merda…»
Una nuova collaborazione
Ci vollero quindici minuti, una sedia rovesciata e una testata molto sfortunata per recuperare il pugnale. Ma quando ci riuscì, Fiona capì una cosa con certezza:
Aveva commesso un errore.
Scorch stava già ispezionando ogni angolo della casa, annusando, masticando e rovesciando cose tanto per. Aveva la capacità di attenzione di uno scoiattolo ubriaco e la morale di un brigante.
Però…
Lo guardò arrampicarsi sul bancone, rovesciando una pila di fogli. Era chiaramente orgoglioso di sé, con la coda che ondeggiava e la lingua fuori mentre contemplava il suo dominio.
Fiona sospirò.
«Un giorno darai fuoco a questo paese, vero?»
Scorch ruttò una minuscola brace.
«Dei, aiutatemi».
E così, il più grande problema del villaggio diventò il mal di testa personale di Fiona.
Un piccolo guaio da portare a casa
Il sorriso innocente di Scorch sta facendo un lavoro notevole, considerando tutti quei dolci rubati di cui deve rispondere. Su una stampa su tela di Paws, Claws, and Dragon Flaws, le squame smeraldo, le ali arancioni e gli enormi cuscinetti delle zampe portano questa luminosa opera boschiva nella tua stanza. Tu ti prendi il musetto allegro; Fiona può tenersi la responsabilità delle posate scomparse.
Se preferisci occuparti dei draghi un pezzo alla volta, il puzzle di Scorch permette di osservare da vicino le squame minuscole e i colori del bosco. Un biglietto d’auguri con il drago consegna una dose più piccola di birichineria a chi capirebbe esattamente perché Fiona gli ha dato una possibilità. Esplora la scheda principale nel negozio per l’opera e i formati disponibili.


Sir Grumblethorn and the Mushroom That Disagreed
The Wink That Got Away With Everything
The Dewdrop He Swore He Could Handle