Captured Tales

Baby Scales in a Fur-Trimmed Coat

Il cappotto di Scalesworth è enorme. La sua palla di neve percorre otto centimetri. Ma quando appare un golem di ghiaccio, il cucciolo tremante scopre che un po’ di coraggio può fare molta strada.

Bill Tiepelman0 commenti
Scalesworth, un cucciolo argentato dagli occhi azzurri con un cappotto rosso bordato di pelliccia, siede nel bosco innevato accanto al titolo Captured Tales.

Un marshmallow con gli artigli

L’inverno era arrivato nella foresta magica di Frostwhisk, portando un freddo insopportabile che si insinuava in ogni fessura, angolino e artiglio. Almeno, così la pensava Scalesworth, il più minuscolo cucciolo di drago che avesse mai calcato quei boschi gelati. Era imbacuccato nel suo piumino rosso con cappuccio bordato di pelliccia, e sembrava meno una temibile creatura mitica e più un marshmallow ambulante con gli artigli.

«È ridicolo», borbottò Scalesworth, sistemando la cerniera con le zampette tozze. «I draghi dovrebbero essere bestie maestose e infuocate, non… qualsiasi cosa sia questa». Indicò teatralmente le dita minuscole coperte di brina. «Ho gli artigli, santo cielo! Dovrei volare nei cieli e terrorizzare i contadini, non tremare qui come un calzino bagnato».

I brontolii furono interrotti da una raffica gelida che fece turbinare la neve intorno a lui, come un applauso sarcastico della natura. «Oh, meraviglioso. Neve. La mia cosa preferita», disse con tanto sarcasmo nella voce da poter sciogliere il gelo. «Perché non posso andare in letargo come le creature normali? Gli orsi si dormono tutte queste sciocchezze. Ma no, io devo restare sveglio per “imparare importanti lezioni di vita”, o qualsiasi cosa abbia detto mia madre prima di volarsene in un posto più caldo».

L’offensiva della palla di neve di otto centimetri

Deciso a ricavare il meglio dalla situazione, Scalesworth esplorò i boschi vicini. Non passò molto prima che si imbattesse in una banda di animali impegnati in un’intensa battaglia di palle di neve. Scoiattoli, conigli e persino un tasso se le scagliavano addosso con la precisione di guerrieri veterani.

«Ehi, posso giocare?» chiese Scalesworth, avvicinandosi ondeggiando. Il cappotto troppo grande faceva un lieve frush-frush mentre camminava, il che non era esattamente minaccioso.

Il tasso, veterano brizzolato del combattimento sulla neve, lo squadrò. «Tu? Un drago? Con quel cappotto? Saresti utile quanto una palla di neve in un falò».

Scalesworth si rizzò indignato, o almeno ci provò. Con tutta quell’imbottitura era difficile sembrare qualcosa di diverso da adorabile. «Sappi che sono un drago temibile!» dichiarò, gonfiando il petto. «Potrei sciogliere tutto questo campo di battaglia con un solo respiro».

Il tasso alzò un sopracciglio. «Ah sì? Avanti, allora. Sciogli qualcosa».

Scalesworth esitò. «Be’… insomma… potrei, se volessi. Solo che adesso non mi va. Fa troppo freddo per il fuoco, sai? È scienza e roba simile».

Il tasso sbuffò. «Certo, piccolo. Come dici tu. Basta che non stai fra i piedi, va bene?»

Scalesworth socchiuse gli occhi. «Oh, adesso vediamo», sussurrò fra sé. Raggiunse a passetti un mucchio di neve e cominciò a costruire una palla di proporzioni davvero epiche. Era storta, un po’ giallastra — non sapeva perché e non voleva pensarci — e si teneva appena insieme, ma era il suo capolavoro. «Rimpiangeranno il giorno in cui hanno sottovalutato Scalesworth il Morbidoso», borbottò, stringendola come un artefatto magico.

Con un poderoso ruggito, o almeno un cinguettio stridulo che sperava sembrasse un ruggito, Scalesworth lanciò la palla verso il tasso. Sfortunatamente, le braccia minuscole e l’ingombro del cappotto resero il lancio poco aerodinamico. La palla percorse circa otto centimetri prima di disintegrarsi a mezz’aria.

Il tasso batté le palpebre. «Caspita. Terrificante», commentò impassibile. Gli scoiattoli scoppiarono a ridere; uno cadde addirittura nella neve, tanto gli mancava il fiato.

Scalesworth sentì le guance scaldarsi, non per il fuoco ma per l’imbarazzo. «Sapete che c’è? Lasciamo perdere. Non ho bisogno di questo. Sono un drago. Ho di meglio da fare». Si voltò per andarsene, borbottando sui mammiferi ingrati e sul fatto che avrebbe sicuramente vinto una battaglia di neve senza quel cappotto stupido.

Piccolo ma possente, a quanto pare

Mentre si allontanava pestando i piedi, Scalesworth notò un tenue luccichio nella neve. Incuriosito, si chinò e dissotterrò quella che sembrava una minuscola sfera di cristallo. Scintillava al sole invernale, proiettando arcobaleni sulla neve. «Eh? Che cos’è?» si chiese ad alta voce.

Prima che potesse esaminarla meglio, la sfera cominciò a vibrare con un ronzio sommesso. All’improvviso esplose in un lampo di luce e Scalesworth si ritrovò davanti a un gigantesco golem di ghiaccio. La creatura lo sovrastava, con occhi gelidi che brillavano minacciosi.

«INTRUSO», tuonò il golem. «PREPARATI A ESSERE DISTRUTTO».

Scalesworth alzò gli occhi sulla figura imponente. «Oh, fantastico. Certo. Perché la mia giornata non era già abbastanza brutta».

Pensando in fretta, fece l’unica cosa possibile: tirò la cerniera del cappotto fino in cima, si gonfiò quanto poteva e urlò: «EHI! SONO UN DRAGO! VUOI COMBATTERE CON ME? FATTI SOTTO!»

Con sua sorpresa, il golem esitò. «DRAGO? OH, EH, SCUSA. NON ME N’ERO ACCORTO. SEI MOLTO PICCOLO PER ESSERE UN DRAGO».

«SONO PICCOLO MA POSSENTE!» sbottò Scalesworth. «ADESSO LASCIAMI IN PACE PRIMA CHE TI TRASFORMI IN UNA POZZANGHERA».

Il golem esitò, poi arretrò lentamente. «LE MIE SCUSE, O GRANDE E POTENTE DRAGO». Dopodiché scomparve nel bosco, lasciando Scalesworth lì, vittorioso.

Quando Scalesworth tornò sul campo di battaglia, gli altri animali lo guardarono sbalorditi. «Hai appena spaventato un golem di ghiaccio?» chiese il tasso, praticamente con la mascella a terra.

Scalesworth alzò le spalle con noncuranza. «Bah, niente di che. Un altro giorno nella vita di un drago».

Gli scoiattoli lo proclamarono subito loro capo e il tasso ammise a malincuore che forse, solo forse, Scalesworth non era poi così inutile. Mentre il sole tramontava sul bosco innevato, il draghetto non riuscì a trattenere un sorriso. Sarà stato piccolo, un po’ goffo, e il cappotto lo farà anche sembrare un pomodoro, ma era un drago. E tanto bastava.

«Scalesworth il Morbidoso», disse fra sé, «suona bene».

Un po’ di calore da Frostwhisk

Quel cappuccio enorme ce la mette tutta, ma è l’espressione di Scalesworth a rendere questo ritratto invernale qualcosa da tenere vicino. Le squame argentee dai toni freddi, gli occhi azzurri e il meravigliosamente poco pratico cappotto rosso danno alla stampa su tela una presenza allegra sulla parete di un angolo lettura: qualcosa che attiri lo sguardo quando il tempo fuori comincia a prendersi troppo sul serio.

Per una ritirata dal freddo ben sorvegliata, la coperta in pile porta lo stesso musetto in un angolo accogliente. Oppure dedica un pomeriggio senza fretta al puzzle, esplorando le trame della neve e tutta quella pelliccia esuberante. Il biglietto d’auguri offre un modo più piccolo per mandare a qualcuno un po’ di coraggio, un po’ di calore e un drago che sa quanto superare l’inverno sia già di per sé un’impresa.

L’opera Baby Scales in a Fur-Trimmed Coat su tela, coperta in pile, puzzle e biglietto d’auguri in una stanza invernale accogliente.

Lascia un commento

I commenti devono essere approvati prima di essere pubblicati.