Captured Tales

Twinkle Scales and Holiday Tales

Un’escursionista riluttante incontra un piccolo drago luminoso come un gioiello, con un addobbo da condividere. Nei territori innevati dei Deepwoods, Marla scopre che la gioia delle feste a volte arriva su artigli minuscoli.

Bill Tiepelman{Commenti
Un cucciolo di drago dalle squame preziose tiene una pallina rossa fra rami d’abete innevati, sotto il titolo Unfocussed Captured Tales Twinkle Scales and Holiday Tales.

Un genere di magia molto scomodo

Ai margini invernali dei Deepwoods, oltre le aiuole di felci luminose, la neve aveva avvolto la foresta in uno spesso manto scintillante: il genere di neve che ti fa mettere in discussione ogni scelta di vita che ti ha portato ad attraversarla a piedi. In mezzo a quel paesaggio c’era Marla, imbacuccata in strati di lana e decisioni sbagliate, che fissava lo spettacolo più inatteso di tutto l’anno: un minuscolo drago, luccicante come un progetto Pinterest andato storto, seduto sotto un albero di Natale.

«Non può essere vero», borbottò Marla, stringendosi la sciarpa contro il vento pungente. Aveva previsto una tranquilla escursione invernale, non questa assurdità magica, qualunque cosa fosse.

Il drago, non più grande di un gatto domestico, alzò lo sguardo dal suo lavoro di decorazione dell’albero. Le squame brillavano di smeraldo, zaffiro e oro, riflettendo le candele come una palla da discoteca fin troppo zelante. Con un teatrale colpo di coda appese un ultimo addobbo — un oggetto sospettosamente pacchiano che sembrava uscito dal cesto delle svendite — a un ramo brinato e batté lentamente le palpebre verso Marla. Fu allora che lei notò le minuscole corna sulla testa, come se qualcuno avesse tentato di incrociare un drago con una renna.

«Oh, fantastico, una creatura magica piena di spirito natalizio», disse Marla con voce grondante sarcasmo. «Proprio quello che mi mancava per rendere questa passeggiata ancora più strana».

Il drago inclinò la testa e cinguettò: un suono a metà fra il miagolio di un gattino e il cigolio di una porta. Poi afferrò una pallina cremisi, si avvicinò ondeggiando sulle zampette artigliate e la lasciò cadere davanti ai suoi stivali. La guardò con aspettativa, agitando leggermente le ali, come per dire: «Allora? Mi aiuti o resti lì a fare la scorbutica?»

Marla sospirò. Non era certo famosa per l’amore delle feste. Ogni dicembre lottava fra il caos dei regali comprati all’ultimo minuto, feste d’ufficio sopportabili soltanto con abbondanti dosi di eggnog corretto e la serata annuale di «sciarade passivo-aggressive» della famiglia. Ma questo… questo era tutt’altro. E per quanto volesse voltarsi e tornare al sicuro fra i titoli della sua lista Netflix, i grandi occhi lucidi del drago la fecero esitare.

«Va bene», disse, chinandosi a raccogliere la pallina. «Ma se questa cosa diventa uno strano momento da film Hallmark, io me ne vado».

Il drago cinguettò di nuovo, chiaramente soddisfatto, e corse all’albero. Marla lo seguì, brontolando fra sé che la sua terapeuta si sarebbe divertita un mondo con quella storia. Mentre appendeva la pallina a un ramo vuoto, notò che l’albero non aveva soltanto i soliti festoni e addobbi. Fra i rami c’erano minuscole pergamene dorate, mazzetti di vischio scintillanti come se fossero cosparsi di vera polvere di stelle e candele che ardevano senza sciogliersi. Era, francamente, assurdo.

«Ti sei proprio impegnato con questo tema, eh?» disse Marla guardando il drago. «E adesso? Un vestitino da Babbo Natale?»

Il drago sbuffò, liberando dalle narici una nuvoletta di fumo scintillante, e tornò a frugare in un mucchio di addobbi comparso misteriosamente dal nulla. Estrasse una stellina che Marla sospettò fosse d’oro vero e gliela porse. Lei la sistemò sul ramo più alto, guadagnandosi un trillo felice dal suo nuovo compagno festivo.

Le trattative sugli addobbi

«Allora, qual è la storia?» chiese, incrociando le braccia. «Sei una specie di mascotte natalizia? Il secondo lavoro di un elfo? O sto avendo allucinazioni perché ho saltato la colazione?»

Il drago, ovviamente, non rispose, ma fece una piccola piroetta che sollevò un turbinio di fiocchi. Marla non riuscì a trattenere una risatina. «D’accordo, va bene. Suppongo che tu sia carino, in un modo da “caos magico”».

Mentre continuavano a decorare, Marla sentì sciogliersi l’irritazione iniziale. C’era qualcosa di stranamente terapeutico nell’appendere addobbi con un drago scintillante che ignorava il concetto di spazio personale ma nutriva un entusiasmo innegabile per l’estetica delle feste. Quando finirono, l’albero sembrava uscito da un romanzo fantasy, o almeno dalla copertina di un biglietto d’auguri molto costoso.

«Bene», disse Marla, indietreggiando per ammirare il lavoro. «Niente male per una collaborazione improvvisata. Ma non aspettarti che io…»

Quello che il piccolo drago restituì

Le parole furono interrotte da un tintinnio di campanelli. Si voltò e vide il drago con una fila di piccoli sonagli da slitta in bocca, decisamente troppo soddisfatto di sé. Prima che potesse protestare, si lanciò in una danza goffa ma entusiasta, scuotendo i campanelli e girando intorno all’albero.

Marla rise: una risata vera, profonda, come non le capitava da mesi. «Va bene, va bene, hai vinto», disse, asciugandosi una lacrima. «Lo ammetto: è piuttosto divertente».

Quando il sole scese sotto l’orizzonte, l’albero cominciò a brillare dolcemente e i suoi addobbi diffusero una luce calda e magica sulla radura innevata. Marla si sedette accanto al drago, che si accoccolò al suo fianco con un cinguettio soddisfatto. Per la prima volta da molto tempo si sentì in pace, e forse avvertì perfino un po’ di spirito natalizio.

«Sai», disse, accarezzandone le squame scintillanti, «forse quest’anno sopravviverò davvero al Natale. Ma se racconti a qualcuno che mi sono intenerita per un drago magico, negherò tutto. Capito?»

Il drago sbuffò, mandando nell’aria un’altra nuvoletta scintillante, e chiuse gli occhi. Marla si appoggiò all’indietro, guardando le stelle comparire una dopo l’altra nel cielo invernale, e si concesse un sorriso. Forse, solo forse, quelle feste non sarebbero state poi tanto male.

Un po’ di luce per il tuo inverno

Marla cercava una passeggiata tranquilla e ha trovato una piccola ragione scintillante per smettere di prepararsi al peggio. L’opera alla base di Twinkle Scales and Holiday Tales racchiude la stessa pausa: squame luminose come gioielli, rami brinati e un drago dall’entusiasmo molto più grande delle zampe. Una stampa su tela del piccolo drago natalizio porta la scena nell’angolo lettura preferito, mentre un arazzo con il drago invernale lascia più spazio a quei rami luminosi per distendersi.

Se le tue tradizioni natalizie prevedono un tavolo, una bevanda calda e allegre discussioni sui pezzi mancanti, scopri l’opera in versione puzzle. Oppure manda a qualcuno un piccolo invito ad addolcirsi con un biglietto d’auguri con il drago. La scheda principale dell’opera riunisce i formati disponibili.

L’opera Twinkle Scales and Holiday Tales su tela, arazzo, puzzle e biglietto d’auguri.

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